
Una delle tappe imperdibili durante un viaggio in Egitto e soprattutto durante una crociera sul Nilo, è senza ombra di dubbio Abu Simbel. Fortemente voluti da Ramses II per celebrare la sua vittoria contro gli Ittiti nella battaglia di Kadesh nel 1274 a.C., questi splendidi templi riescono ancora ad impressionare chiunque li visiti anche a distanza di 3.000 anni.
Questi splendidi e maestosi templi rocciosi, riconosciuti nel 1979 come patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, si trovano nella zona meridionale del Paese, a circa 280 chilometri da Assuan, sulle rive del lago Nasser. Ci troviamo nel bel mezzo del deserto, in una zona abbastanza remota.
I due templi che compongono il sito di Abu Simbel furono fortemente voluti da Ramses II, per celebrare la sua vittoria contro gli Ittiti nella battaglia di Kadesh nel 1274 a.C. e per dimostrare il potere del faraone ai vicini nubiani. Il progetto di costruzione dei templi prevedeva inoltre, per volere del faraone, che dovessero durare in eterno, testimoniando in questo modo il suo potere inintaccabile. Per la loro costruzione, scavati all’interno della roccia e in una posizione che potesse renderli eterni nel tempo, ci sono voluti ben 20 anni, dal 1264 a.C. al 1244 a.C..
Il complesso è composto da due templi: il Grande Tempio di Ramses II, dedicato al faraone e agli dei Amon-Ra, Ra-Harakhti e Ptah, e il Piccolo Tempio, dedicato alla dea Hator e alla sua principale moglie, la regina Nefertari.
Nel corso del tempo i templi furono dimenticati e lentamente ricoperti dalla sabbia, cancellandone la loro memoria. Fu solo nel 1813 che l’archeologo svizzero Burckhardt (lo stesso che riscoprì Petra) li ritrovò sotto alla sabbia. Quattro anni dopo, nel 1817, l’archeologo italiano Giovanni Battista Belzoni riuscì a rimuovere parte della sabbia, a trovare l’ingresso del tempio e ad entrarci per la prima volta.
Per aumentare le terre fertili e migliorare l’agricoltura e l’economia della nazione, negli anni Cinquanta, l’Egitto decise di costruire la diga di Aswan. Con la costruzione della diga si mettevano a rischio alcuni templi storici della zona, tra i quali appunto quello di Abu Simbel e di File. Grazie ad una campagna internazionale promossa dall’Unesco si misero in “salvo” i principali templi della Nubia. Tra i Paesi che si mobilitarono per la loro salvaguardia vi furono anche l’Italia e la Spagna. Proprio come riconoscimento, l’Egitto decise di donare il Tempio di Debod alla nazione spagnola.

In questa immagine potete vedere lo stato del Templio nella fase dello spostamento e dopo (stato attuale)
I reperti presenti furono trasferiti nei musei, mentre una decina di templi furono smantellati pietra dopo pietra e ricostruiti ad una quota più elevata. I luoghi sacri che avevano occupato per migliaia di anni sono spariti sotto le acque del lago Nasser insieme a tutti i villaggi della Nubia. Abu Simbel fu il progetto più ambizioso in quanto non solo era quello di dimensioni maggiori, essendo alto come un palazzo di 30 metri, ma era scavato nella roccia. Venne tagliato in 2000 blocchi di arenaria ognuno di circa 20 tonnellate che vennero riassemblati come un “puzzle”. Venne inoltre ricreata la “montagna” alle sue spalle attraverso una cupola di cemento armato.
La costruzione del Grande Tempio di Abu Simbel ha richiesto circa vent’anni. Conosciuto anche come Tempio di Ramses II, era dedicato agli dei Amon, Ra-Horakhty e Ptah, nonché allo stesso Gran Re Ramesse. È generalmente considerato il più grandioso e il più bello dei templi commissionati durante il regno di Ramesse II e uno dei più belli d’Egitto.
La facciata è dominata da quattro colossali statue sedute di Ramses II, ciascuna alta 20 metri. Una di queste statue subì danni durante un terremoto nel 27 a.C., perdendo la parte superiore. Questi giganteschi colossi sono affiancati da statue più piccole che rappresentano i membri della famiglia reale e varie divinità protettrici. Sopra l’ingresso centrale si trova una nicchia con la figura di Ra-Horakhty, ovvero il dio falco Horus unito al dio solare Ra, mentre sulla sommità della facciata è presente un fregio con 22 babbuini, raffigurati mentre guardano verso Est, dove nasce il sole. Sempre vicino all’ingresso potete osservare alcune rappresentazioni del dio Hapy, simbolo del Nilo e dell’abbondanza, che lega i fiori di loto, simbolo dell’Alto Egitto, con i fiori di papiro, simbolo del Basso Egitto, per dimostrare l’unione del Paese.
Il punto culminante del tempio è il santuario interno, dove i raggi del sole illuminano le statue due volte all’anno, all’alba del 22 febbraio e del 22 ottobre.

A poca distanza dal Grande Tempio si trova il Tempio Minore o Piccolo Tempio, dedicato alla Dea Hator e a Nefertari, la moglie preferita di Ramses II. La sua facciata, alta12 metri e larga 28 metri, ospita sei statue raffiguranti Ramses II e Nefertari, alte 10 metri. Ai lati delle statue colossali si trovano altre statue più piccole che raffigurano i figli e le figlie dei due sovrani.
È l’unico tempio egizio dove una regina ha la stessa importanza del faraone ed è raffigurata con le stesse dimensioni. Segno del grande amore che Ramses II provava per la sua sposa reale.
L’entrata conduce anche in questo caso alla Sala Ipostila, dove si trovano sei pilastri i cui capitelli raffigurano la testa della Dea Hathor. Sui pilastri ci sono iscrizioni e decorazioni che raccontano la vita di Ramses II e Nefertari e rilievi colorati che li rappresentano insieme ad alcune divinità.

Per noi questa visita non può mancare quando si fa la crociera sul Nilo… e vista la distanza optate sempre per la richiesta di un tour privato e non di gruppo.
I biglietti d’ingresso ad Abu Simbel si possono acquistare nella biglietteria accanto al piccolo centro visitatori situato all’ingresso del sito. All’interno del centro visitatori potete vedere un breve filmato che racconta come sono stati spostati i templi. Vi consigliamo di tenerlo per la fine della vostra visita, se vi avanza tempo.
I prezzi per i biglietti d’ingresso ad Abu Simbel sono i seguenti:
All’interno dei templi di Abu Simbel è possibile fotografare solo con il cellulare. Se desiderate utilizzare la vostra reflex o fare dei video, dovete pagare EGP 380,00 (circa € 7,80) per la reflex e EGP 60,00 (circa € 1,10) per il cavalletto.
I templi di Abu Simbel sono aperti tutti i giorni dalle 6.00 alle 17.00 (16.00 in inverno).
La regione di Abu Simbel Egitto è caratterizzata da un clima desertico estremamente caldo, con temperature che in estate possono facilmente superare i 45°C.
I mesi più freschi, da novembre a febbraio, offrono condizioni ideali con temperature diurne tra 20°C e 25°C. Durante questo periodo, le notti possono essere sorprendentemente fredde, scendendo anche sotto i 10°C. La primavera (marzo-aprile) e l’autunno (settembre-ottobre) rappresentano un buon compromesso, con temperature più gestibili rispetto all’estate ma senza il rischio di notti troppo fredde.
Tuttavia, se desideri assistere al fenomeno dell’allineamento solare, dovrai pianificare la visita per il 22 febbraio o il 22 ottobre
Spero questo blog vi sia piaciuto e soprattutto sia stato utile..